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Lettera di un cane del canile...
Sono un cane del Canile e tu forse non hai mai pensato che esista anch’io e probabilmente non sai che potresti diventare molto importante per me. Io vivo qui le mie monotone giornate, chiuso in una cella grande un metro dove l’unico movimento possibile è quello di girare su me stesso o saltare... verso l’alto.Prova a pensare alle cose che tu fai durante il giorno: ti alzi esci , lavori,telefoni , guardi la tv ,parli, ridi , vai a fare compere , pensi alle ferie , ogni tanto magari ti annoi o ti arrabbi, però tutto sommato, vivi la tua vita .Io mentre telefoni sono qui quando esci sono qui, ridi sono qui …… sono sempre qui con queste sbarre davanti. Ho le sbarre sopra la testa perché qualcuno di noi ha tentato di evadere.Il giorno che mi hanno rinchiuso non riuscivo a mangiare (succede regolarmente a tutti noi: l’angoscia e il panico ci bloccano lo stomaco e, pur essendo tra le golose e ingorde creature del mondo, non ci riusciva a mandar giù neanche una briciola) . Cercavo il mio padrone, non capivo perché lui non veniva a prendermi. Non l’ho mai dimenticato.Alcuni di noi rimangono tristi per sempre e continuano a sperare di vederlo apparire nel cortile del canile. Che festa, che leccate, che scodinzoli farebbero allora. Di colpo tutto il dolore sarebbe dimenticato,perche’ lui sicuramente non ne ha colpa !!!!!In tutta la giornata comunque ci sono due cose da aspettare con entusiasmo: 1) la pappa (ma questa purtroppo è la gioia di un attimo e poi non resta che attendere con pazienza il giorno dopo.2) la visita del volontario (anche se tra una visita e l’altra alle volte passa anche una settimana). Magari il giorno dopo che ci toccherebbe il premio di uscire (di solito al sabato), piove e il volontario non può venire al canile. Questi volontari comunque sono davvero carini e premurosi. Quando ne entra uno nel canile, abbaiamo tutti insieme per salutarlo e cerchiamo di farci notare saltando all’impazzata e scodinzolando freneticamente. Alcuni volontari sono diventati dei “Quasi cani“ perché hanno affinato l’udito al punto di capire le parole che diciamo noi. Cose del tipo “Hei guardami ! Sono qui ! Prendi me, ti supplico ! portami fuori !”. La cosa più carina è che appena ci hanno messo il guinzaglio (operazione non facilissima in quanto in quel momento la gioia è troppo incontenibile), cominciano a vezzeggiarci con carezze e grattatine ed ogni sorta di paroline affettuose. Qualcuno di noi che, sinceramente ,non può essere definito un vero “Adone canino“ torna in gabbia con l’aria tronfia solo perché quel buontempone del suo volontario non ha fatto che ripetergli che lui è il cane più bello del mondo.Si diciamo la verità – queste passeggiate con i volontari sono proprio una gran cosa!
(Lettera presa dal sito U.N.A. Di Genova)